UNRAE/ANFIA/FEDERAUTO: CONFERENZA STAMPA SU TRANSIZIONE ECOLOGICA

I Presidenti di UNRAE Michele Crisci, ANFIA Paolo Scudieri e Federauto Adolfo De Stefani Cosentino si sono confrontati in una conferenza stampa – dal titolo ‘Guidare la transizione ecologica – il rilancio dell’automotive per una mobilità sostenibile‘ – sui temi più attuali e cruciali per l’intero settore automotive e sulle proposte strategiche per il rilancio del comparto.

Assopetroli-Assoenergia ha seguito il dibattito, di seguito i principali passaggi di interesse:

Michele Crisci – UNRAE
Il futuro della mobilità ci sta a cuore, la transizione è già cominciata, ma va guidata perché deve assicurare gli obiettivi di sostenibilità ambientale attraverso un duraturo piano di sostenibilità economica. Abbiamo bisogno di un piano operativo di breve-medio periodo che si occupi del rilancio del settore fortemente colpito della pandemia. Occorre infine una strategia a lungo termine che sia sempre più verso una mobilità sostenibile e al servizio degli investimenti per il nostro paese.

L’automotive in Italia rende 344mld di fatturato pari al 20% del Pil nazionale con 1,25mld di addetti ai lavori. Un settore cruciale per l’economia italiana. Il mercato dell’auto nel 2020 ha perso 535mila unità.

Nel febbraio 2021 per la prima volta nella storia del nostro paese le motorizzazioni ibride hanno superato le motorizzazioni diesel. Crediamo che altre sorprese positive le avremo nei prossimi mesi. In Italia continua a rimanere un parco circolante vetusto e insicuro. Dal marzo al dicembre 2019 le emissioni Co2 sono rimaste stabili, ma, con i diversi decreti Agosto e Crescita, dal luglio del 2020 al dicembre 2020 c’è stata un calo positivo delle emissioni C02. Questo è un esempio di come gli incentivi possono spingere verso la direzione giusta. Il 90% delle auto rottamate nel 2020 si riferisce alla fascia 61-110 g/km, questa fascia ha consentito un numero altissimo di rottamazioni che sono l’inizio della risoluzione del problema del parco circolante. Oltre la metà sono state rottamazioni di Euro 4.

Rottamando le auto si ottiene maggiore sicurezza sulla strada. La tecnologia oggi è in grado di rendere più sicure le nostre strade.

La legge di bilancio 2021 ha introdotto ancora degli incentivi correttamente traslati. Quello che interessa è il dato secondo cui l’86% delle vetture rottamate sono state rottamate a fronte di acquisti ancora una volta nella fascia 61-105 g/Lkm, dando la possibilità ai clienti di avere motori endotermici a basse emissioni o motori ibridi.

Gli incentivi funzionano perché stanno rendendo l’effetto ambientale che si voleva raggiungere, una soluzione win-win. Eppure i fondi della legge di bilancio sono esauriti proprio nella fascia più importante, 61-135 g/km. Il settore automotive merita un ruolo importante nel paese per il futuro della sostenibilità.

Sulle ricariche elettriche, un fast charge con quanto deve essere costruito intorno è una pompa di energia elettrica che viene a costare tra i 120 e i 200mila euro. Per portare questa potenza i costi sono elevatissimi e sono assolutamente raffrontabili ai costi di rifacimento di una facciata di un immobile oggi coperti con il Superbonus 110%. Andrebbe creato un piano di incentivi per sviluppare l’infrastrutturazione di ricarica elettrica. Benissimo avere la residenziale, ma occorre potenziare lo sviluppo del fast charge

Paolo Scudieri – ANFIA
La produzione di autoveicoli in Italia ha avuto un netto calo con una perdita di circa il 15%. Il secondo trimestre ha avuto una penalizzazione pesante dovuta agli effetti del lockdown. Gli incentivi hanno accennato a una ripresa consolidata nel quarto trimestre. E’ stata una strategia a effetto positivo: gli incentivi sostituiscono gli ammortizzatori sociali e al contempo attuano politiche ambientali ed energetiche per il paese verso gli obiettivi di decarbonizzazione. Vediamo un salto epocale delle nuove trazioni nel 2020 che conquistano il 17.2% della produzione. Grazie agli incentivi immaginiamo che il 2021 possa arrivare al 37.5%.

L’Italia è indietro rispetto agli altri paesi europei (in particolare, Germania, Francia, Spagna) rispetto alle auto full electric. A dicembre 2020 l’Italia era sedicesima nel ranking europeo in base al numero di punti di ricarica per 100km, solo 2.7 contro 4.9 della media europea. C’è bisogno di dare capillarità alla rete e alle infrastrutture di ricarica che sono tra i fattori più abilitanti che fanno scegliere tra una motorizzazione rispetto alle altre.

Occorre un dialogo costante e continuo che deve prevedere la creazione di una task force di collaborazione, confronto e legiferazione rispetto a quelle che sono le necessità e le sfide che affrontiamo. Abbiamo bisogno di investimenti non solo in R&S, ma anche in riconversione. Bisogna poi favorire processi di aggregazione tra operatori della filiera.

Quello che abbiamo in essere nel 2021 è una diffusione di infrastrutture per la ricarica pubblica e privata. Siamo convinti che con l’aumentare del range della durata delle batterie si potrà ricaricare a casa con sempre più frequenza

L’idrogeno rappresenta un vettore energetico pulito. E’ una traiettoria verso il futuro, un’alternativa credibile. La velocità di rifornimento è fattore essenziale e ciò ritaglia un valore importante per il futuro, un fattore importante per l’Europa che deve specializzarsi in una tecnologia in particolare.

Occorrono i tempi giusti affinché la transizione possa avvenire con minori danni per l’industria e senza una mattanza tecnologica. Prima di dare date bisogna condividere gli obiettivi. 

La rivisitazione del diesel ha una ragion d’essere affinché possa riscattarsi da un danno ideologico subito fino ad oggi.

Adolfo De Stefani Cosentino – Federauto
Il 2020 è stato un cigno nero per tutti. Il settore è stato già vittima di un calo distributivo negli ultimi 15 anni, ma l’anno scorso abbiamo avuto un ulteriore calo del 25%. Le auto di ultima generazione hanno sistemi di sicurezza molto importanti e questa può essere una logica per guardare al cambio del parco auto non solo in chiave ecologica, ma anche in chiave sicurezza. Può essere un comparto che può dare anche un aiuto notevole al comparto. 

Occorre una riforma anche dal punto di vista fiscale, perché l’auto ha bisogno di una riforma fiscale importante. E’ necessario, in particolare, nel 2021 allineare la fiscalità delle auto aziendali a quella dei principali paesi europei in termini di detraibilità IVA e deducibilità dei costi. 
Nel periodo 2022-2026 occorre poi rendere strutturale il cd. ecobonus. E’ necessario infine un incremento delle politiche di sostegno al rinnovo delle flotte di autotrasporto con graduale spinta verso le alimentazioni alternative.

Ritengo che prima o poi dobbiamo abbandonare il petrolio e trovare altre forme di energia.

Executive Summary
1) La transizione è già cominciata, gli attori sono tutta la filiera fino alla componentistica.
2) Occorre un pianostrategico per l’automotive
3) Servono nuovi strumenti di politicaindustriale a tutti i livelli.
4) Servono incentivi strutturali per il rinnovo del parcocircolante.
5) Occorre un pianodiinfrastrutture di ricarica per l’ammodernamento del paese e la velocizzazione della transizione.
6) Occorre una riformafiscale sull’auto in generale e aziendale in particolare.

Conferenza Stampa Congiunta UNRAE ANFIA FEDERAUTO: Comunicato Stampa

Conferenza Stampa Congiunta UNRAE ANFIA FEDERAUTO: Slide di presentazione

26/03/2021