| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️La trattativa tra il ministero dell’Ambiente e la Commissione europea sull’energy release “l’abbiamo chiusa”. Lo ha detto oggi il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, interpellato dalla Staffetta a margine della conferenza stampa con la vicepresidente della Commissione europea e commissaria per la Transizione ecologica, Teresa Ribera. Pichetto ha confermato che la trattativa si è chiusa con l’aggiudicazione dei 24 TWh previsti dalla misura (v. Staffetta 14/05). Per quanto riguarda la possibile inclusione dei biocarburanti nella revisione del regolamento sui limiti di emissioni per le auto, durante la conferenza stampa nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Ribera ha risposto alla Staffetta che, “per il momento, non è previsto alcun cambiamento” (“no change”), ma che è aperto “un dialogo con il settore dell’auto, che include case auto, industrie della componentistica, sindacati e operatori finanziari, sul piano europeo sull’automotive”. Ribera ha poi aggiunto: “potrebbe esserci bisogno di riportare alcune di queste preoccupazioni (del tavolo automotive, ndr) negli atti delegati. Ma, per ora, non c’è alcun cambiamento nel regolamento” sulle emissioni auto. Pichetto ha ricordato come il regolamento sulle emissioni auto vada rivisto nel 2026: in quella sede, “è chiaro che apprezzeremo il coinvolgimento del governo italiano da parte della Commissione europea”.La vicepresidente Ribera, oggi in Italia, dopo aver incontrato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha tenuto infatti un bilaterale con il titolare dell’Ambiente. Un incontro durato poco più di quaranta minuti, nel corso del quale, ha riferito Pichetto, “abbiamo affrontato l’intero elenco dei temi che riguardano il sistema energetico”, sottolineando la “disponibilità concreta, da parte della Commissione, ad accompagnarci nei prossimi passi di applicazione delle nuove norme europee, a partire dal FerX e da altri strumenti attuativi”.Sulla trasparenza dei mercati energetici auspicata da Draghi (v. Staffetta 14/05), Ribera, in conferenza stampa, ha ricordato: “c’è una task force all’interno della commissione, dove la DG energia, la DG concorrenza e la DG Fisma (prodotti finanziari, mercati finanziari) stanno lavorando insieme per garantire che i mercati del gas naturale siano sufficientemente trasparenti e chiari per comprendere l’evoluzione dei prezzi”. E ha specificato: “quindi il ruolo dei trader, le garanzie finanziarie che possono supportare l’operazione di trading, quelle connesse alla gassificazione o qualsiasi tipo di commissioni nelle operazioni transazionali, le commissioni finali per l’utilizzo delle infrastrutture e il prezzo finale”.E ha assicurato: “abbiamo già iniziato a lavorare su questo a livello dell’Agenzia internazionale dell’energia in modo che noi Paesi consumatori possiamo capire e lavorare con i paesi produttori sul mercato globale del gas”.Sul Gnl in arrivo dagli Stati Uniti e il memorandum tra Giorgia Meloni e Donald Trump per l’aumento di import, Pichetto ha risposto: “i contratti non li fanno gli Stati ma gli operatori, noi abbiamo aumentato la capacità di rigassificazione, c’è spazio per acquistare gas naturale liquefatto in più se competitivo”. Insomma, “sarà l’offerta complessiva a dare convenienza”, aggiunge il titolare del Mase, che però ha argomentato: “se il Gnl parte dalle coste della Florida a 10-12 dollari al MWh, la domanda è sempre: come mai quando arriva sulle coste del Portogallo immediatamente passa a 36 euro al MWh? Questo fa parte di contrattazioni fra privati e non fra Stati”. Pichetto ha poi confermato il “pieno supporto” dell’Italia al piano UE per l’affrancamento dal gas russo.Per quanto riguarda l’intervento dell’Antitrust contro il rinnovo ventennale sulle gare di concessione di distribuzione elettrica (v. Staffetta 13/05), a margine Pichetto ha aggiunto: “aspettiamo che Arera detti le regole e valutiamo come intervenire dopo”. L’Arera, ha concluso il ministro, “prenderà in considerazione l’Antitrust e il ministero dell’Ambiente interverrà in sede di attuazione”.A Ribera è stata chiesta l’opinione della Commissione sull’ipotesi di non smantellare le centrali a carbone a fine 2025, come previsto (v. Staffetta 16/04), e la vicepresidente ha risposto che da parte della Commissione c’è “pieno impegno per contare su un sistema energetico decarbonizzato, rispettando congiuntamente le diverse modalità che gli Stati membri possono individuare in base alle proprie priorità nazionali”.Ribera ha spiegato che lei e il ministro Pichetto hanno parlato anche dei prezzi dell’energia in Italia. Sul caro energia, ha aggiunto, “ci possono essere proposte anche dai differenti governi nazionali e, in questo caso, stiamo parlando di alcune ipotesi avanzate dal governo e dal Parlamento italiano su come fornire prezzi stabili alle imprese e, allo stesso tempo, assicurare che nuova capacità possa essere sviluppata nei prossimi anni” (v. Staffetta 12/02).Sul rinnovo delle concessioni idroelettriche ai concessionari uscenti, Pichetto ha risposto che “il vincolo non è una norma dell’Unione europea, è un vincolo contrattuale tra Italia e Unione europea”. Le valutazioni sulle “modalità di modifica contrattuale”, ha aggiunto, riguardano il ministero per gli Affari europei e la Commissione europea. Il rinnovo delle concessioni a fronte di investimenti, ha spiegato, porterebbe a un “aumento della produzione di circa 10-12 TWh”. Ribera ha parlato anche del recente blackout in Spagna, ribadendo che “la transizione ecologica non è in questione”. Ha poi aggiunto che “c’è bisogno di più infrastrutture”: reti, accumuli e interconnessioni. “Quel giorno”, ha detto Ribera, “non c’erano eventi eccezionali”, lato domanda o lato produzione, sulla rete elettrica spagnola. ▪️Terna ha pubblicato il rapporto mensile sul sistema elettrico relativo al mese di aprile, secondo cui il fabbisogno di energia elettrica nel mese in Italia è stato pari a 23,4 miliardi di kWh, valore in diminuzione dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2024 (-0,9% secondo i dati preliminari analizzati dalla Staffetta a inizio mese v. Staffetta 05/05). Il dato della domanda elettrica, destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura, porta la variazione a -0,4%. Tale risultato, spiega Terna, è stato determinato, a parità di giorni lavorativi e con una temperatura media mensile pressoché uguale ad aprile 2024, da un calendario caratterizzato da numerosi ponti e festività. ▪️Il Gse ha pubblicato ieri la versione pubblica della Piattaforma delle Aree Idonee (Pai), lo strumento digitale realizzato dal Gse per supportare le Regioni e le Province Autonome nella pianificazione territoriale.La mappatura, scrive il Gse in una nota, è stata elaborata sulla base delle informazioni presenti nel Corine Land Cover e sui dati nella disponibilità del Gse al 30 aprile 2025, ed è in costante aggiornamento. ▪️Le recenti sentenze e ordinanze pubblicate dal TAR Lazio il 13 maggio 2025 (v. Staffetta 13/05) segnano un momento cruciale per la regolazione delle fonti rinnovabili in Italia. Al centro delle pronunce vi sono tre snodi normativi fondamentali: l’individuazione delle aree idonee, il divieto di fotovoltaico a terra in area agricola e il ruolo delle Regioni nella delimitazione dei vincoli territoriali.Più che contestare singole disposizioni, le decisioni del TAR Lazio aprono una riflessione ampia sull’equilibrio tra competenza statale e autonomia regionale, sulla coerenza del quadro normativo italiano con il diritto europeo, e sulla necessità di salvaguardare la certezza giuridica per gli investimenti in corso e futuri.Per gli operatori del settore, si tratta di un passaggio che impone un ripensamento delle strategie di permitting e localizzazione, alla luce di un contesto giurisprudenziale che ha finalmente chiarito la necessità di un impianto normativo più esigente in termini di motivazione, proporzionalità e coerenza regolatoria. ▪️L’Istituto Bruno Leoni ha pubblicato oggi il paper “Gare idroelettriche: perché sì, perché ora”, in cui Serena Sileoni e Carlo Stagnaro espongono una serie di ragioni economiche per cui va considerato desiderabile procedere con l’assegnazione a gara delle concessioni, nonostante la ferma opposizione dei concessionari uscenti, e in secondo luogo argomentano che la cosiddetta “quarta via”, più volte evocata nel dibattito pubblico e sostenuta dalle imprese concessionarie – rinnovo delle attuali assegnazioni a fronte di investimenti – potrebbe essere considerata alla stregua di un reversal, ossia una violazione degli impegni assunti dall’Italia nel Pnrr ▪️Venerdì scorso il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha firmato il decreto che allarga la platea dei beneficiari degli incentivi per le comunità energetiche, con l’obiettivo di incentivare l’installazione di 5 GW di nuova potenza rinnovabile (v. Staffetta 16/05). Ma quante comunità energetiche ci sono in Italia? Intervenendo stamattina a un convegno organizzato da Enea sull’argomento, il presidente del Gse, Paolo Arrigoni, ha fornito un quadro aggiornato sui progetti in Italia. Rispetto agli ultimi numeri resi noti dal ministero dell’Ambiente a novembre (v. Staffetta 05/11/24), al 19 maggio erano state presentate, al netto delle domande annullate o non ammissibili, più di 4.680 richieste per gli incentivi Pnrr, per una potenza complessiva di circa 420 MW (media 90 kW a Cer), di cui 1.980, ovvero il 43%, già ammesse. ▪️Rse organizza il 18 giugno 2025, dalle 9 alle 14, presso la sala Pininfarina della sede di Confindustria a Roma, l’evento di chiusura del triennio di ricerca di Sistema 2022-2024 dal titolo “Energia, ricerca, innovazione. Analisi del triennio 2022-2024 e sguardo alle prospettive di sviluppo”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Con l’abbandono da parte dell’Europa dei combustibili fossili russi, il gas naturale liquefatto (GNL) sta diventando una fonte di approvvigionamento flessibile sempre più importante. Tuttavia, nota l’Agenzia per la cooperazione tra i regolatori UE dell’energia Acer nel nuovo Lng Monitoring Report, con la crescente dipendenza dal GNL e l’incertezza sulla futura domanda di gas (guidata dagli obiettivi di decarbonizzazione), l’Europa si trova di fronte a un compromesso: assicurarsi maggiori volumi di GNL per garantire prezzi più stabili, mantenendo al contempo la flessibilità necessaria per evitare sovracontratti in un contesto di mercato in continua evoluzione. ▪️I conti del Pnrr su colonnine e idrogeno erano sbagliati, l’ammissione arriva direttamente dal ministro per gli Affari regionali e il Pnrr Tommaso Foti che ieri ha svolto alla Camera l’informativa sul documento di revisione degli investimenti e delle riforme inclusi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (v. Staffetta 20/05). Quanto alle colonnine, in particolare, Il testo riporta a chiare lettere che Anas ed Rfi hanno risposto picche al tentativo dell’esecutivo di coinvolgere le società nello sviluppo della mobilità elettrica (v. Staffetta 02/04): “Per rintracciare, comunque, una possibile soluzione per installare i punti di ricarica mancanti – si legge – si è avviata a dicembre 2024 una specifica interlocuzione tra il Mase e le società Rfi e Anas ai fini della definizione del processo convenzionale. Anche in questo caso, in seguito agli approfondimenti tecnici svolti dalle società Rfi e Anas nel mese di gennaio 2025, sono emerse specifiche criticità connesse alla realizzazione delle infrastrutture in termini di fattibilità e offerta di mercato, rischi che hanno portato le società a rinunciare alla stipula della convenzione. La proposta risulta quindi superata senza alcun residuo vincolo e/o impegno giuridico tra le parti”. Foti ieri ha relativizzato il flop, riportando i numeri su auto elettriche in circolazione e colonnine installate: “Al 31 dicembre 2024, sul territorio nazionale, vi sono 64.391 punti di ricarica”. Il 94 per cento del territorio nazionale “ha un punto di ricarica entro il limite dei dieci chilometri. Ma vedete, a fronte dei 64.391 punti di ricarica, forse, gioverà anche ricordare quanto è, ad oggi, il parco circolante delle auto elettriche, che sono esattamente, al 30 aprile 2025, 303.924”. L’Italia ha quindi “19 punti di ricarica ogni 100 auto circolanti, a fronte di un parco di auto elettriche, rispetto al parco delle auto complessivamente circolanti, che è del 5 per cento; la Francia ha 14 punti di ricarica, a fronte però di tre volte tanto e più delle auto elettriche circolanti”. A questo ha aggiunto: “Faccio presente che i punti di ricarica non sono tutti, perché un conto è l’installazione delle colonnine, un conto – come dovrebbe essere noto a chi ne parla – è il collegamento con la rete delle colonnine, perché sennò mettiamo colonnine che sono totalmente inutilizzabili”. Per questo invece di fare altre colonnine, il governo spera di riuscire a spostare i fondi sul fronte della domanda: “Ecco perché si è pensato – non perché siamo avvinazzati, ma perché forse studiamo i dati – che un buon punto di equilibrio potesse essere quello di dire: vediamo di mettere un incentivo, per la parte che non viene spesa, sull’acquisto di auto elettriche”. ▪️Sono in tutto 9, tra cui come già visto l’Italia, i Paesi che non hanno ancora ottemperato alla previsione del regolamento UE sulle emissioni di metano che impone di identificare l’autorità responsabile per la raccolta dei dati (v. Staffetta 19/05). Gli altri otto sono Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lituania, Slovacchia e Spagna. Dei Paesi in ritardo, Italia e Lituania sono gli unici ad aver intanto messo a disposizione indirizzi email provvisori a cui effettuare comunicazioni. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Non intravede ancora una conclusione lo scontro tra lo Stato italiano e la KGal dei francesi Gregory Ingram e Francis Louvard sulla vicenda della norma spalmaincentivi del 2014, oggetto a metà marzo anche di un articolo della rubrica Data Room del Corriere della Sera (v. Staffetta 14/03). Nel 2020 la società aveva ottenuto dalla camera arbitrale Icsid di Washington un lodo ad essa favorevole, che in base alla Carta dell’Energia le riconosceva il diritto a un risarcimento di 16 milioni di euro dall’Italia, per la norma che interveniva retroattivamente sugli incentivi al solare, diluendone il pagamento su un periodo più lungo. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni del petrolio sono apparse in calo, con il Brent che è sceso sotto quota 65. L’effetto ribassista è arrivato in seguito alla notizia di un aumento delle scorte di greggio e prodotti negli Stati Uniti che gli operatori di mercato apparentemente non si aspettavano (v. tabella), nonché all’incertezza che circonda gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. La prospettiva della fine della guerra in Ucraina e i “colloqui sul nucleare in rapida evoluzione” tra Washington e Teheran hanno esercitato una pressione al ribasso sui prezzi del petrolio. Entrambi gli sviluppi avrebbero implicazioni ribassiste per i prezzi del petrolio. Tuttavia, entrambi sono tutt’altro che garantiti nell’immediato. Il prossimo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran inizia domani a Roma. L’esito rimane incerto, poiché le due parti sembrano ancora avere divergenze inconciliabili riguardo ai piani nucleari iraniani. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 65,6 dollari al barile (+0,5), il Light crude è sceso a 61,57 (-0,99), il Brent a 64,91 (-0,47). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è salita a 712,5 dollari alla tonnellata (+4,88), quella del gasolio 10 ppm a 622,5 (+0,25), del risca 0,1 è scesa a 614,13 (-1,13), del Btz è salita a 424,25 (+4,63), dell’Atz a 420,63 (+1,38). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 685/722 (605/638), gasoli 594/621 (525/549), Btz 397/427 (351/377), Atz396/427 (350/377). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,1321. ▪️Ammontano a oltre 80 miliardi di euro gli introiti derivanti dagli ambiti di competenza dell’Agenzia Dogane e monopoli nel 2024: dalle dogane sono arrivati 21,2 miliardi di euro, di cui l’84% da Iva all’importazione; dalle accise 32,4 miliardi di euro da prodotti energetici e alcolici e 15,3 miliardi di euro dai tabacchi, includendo anche l’Iva; dai giochi pubblici 11,6 miliardi di euro, con il 56% dagli apparecchi da intrattenimento. |
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