| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Il Consiglio dei ministri di oggi ha indicato i nomi dei cinque nuovi membri del collegio dell’Arera. Confermando alcune indiscrezioni degli ultimi giorni, come presidente è stato designato Nicola dell’Acqua, mentre i commissari sono Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini. Nei prossimi giorni i cinque membri designati dovranno avere il voto favorevole di due terzi delle commissioni parlamentari competenti.Dell’Acqua (in quota FdI), nato a Verona nel 1965, laurea in Scienze della produzione animale all’Università di Bologna, dal maggio 2023 è Commissario straordinario nazionale per l’emergenza idrica, incarico prorogato a fine ottobre 2024 fino al 31 dicembre 2025. In passato è stato segretario generale dell’Autorità di Bacino Nazionale del fiume Adige e presidente di Gardesana Servizi, azienda pubblica gestore del ciclo idrico nel comprensorio del Garda.De Marco (in quota FdI), laureata in Ingegneria Meccanica all’Università La Sapienza di Roma, dipendente di Acquirente Unico, dal 2017 distaccata presso l’Arera, dove è stata assistente del componente del Collegio Rocco Colicchio e consigliere tecnico-scientifico del Collegio. IN precedenza era stata assistente parlamentare presso la Camera, commissioni Affari Costituzionali e Antimafia, quindi in Sogin come assistente del segretario generale e in Csea. Salvemini (quota FI), laurea in Scienze Politiche alla La Sapienza di Roma, è attualmente capo della segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, in passato è stata consigliera per l’energia del ministero delle Attività produttive in uno dei governi Berlusconi (min. Marzano), ha lavorato al Gme e collaborato col Rie prima di entrare in Sogin dove è stata fino al 2023, quando è stata distaccata presso il Mase.De Santoli (quota M5S), laurea in Ingegneria meccanica, professore ordinario alla Sapienza dove ha diretto tra le altre cose un master in Energy Management Systems ed è stato preside della Facoltà di Architettura. In anni recenti è stato presidente del Coordinamento Free che riunisce associazioni ambientaliste e imprese delle rinnovabili, e dell’Associazione Termotecnica Italiana. Bratti (quota Pd), è nato a Ferrara nel 1958, laurea in Scienze Agrarie e dottorato in Entomologia agraria, ricercatore presso l’Università di Ferrara dove insegna Sviluppo sostenibile, a Ferrara è stato Consigliere comunale, assessore con delega alle politiche ambientali. E’ stato dg dell’Arpa Emilia-Romagna, ha fatto due mandati da deputato Pd ed è stato presidente dell’Ispra. ▪️Lunedì il Gse ha comunicato gli esiti dell’asta del FerX transitorio, che incentiva 7,7 GW di nuovi impianti fotovoltaici e poco meno di un GW di nuovi impianti eolici a una tariffa media di circa 57 euro per il fotovoltaico e circa 73 euro per l’eolico (v. Staffetta 01/12). ▪️È stato l’intervento più apprezzato dalla platea e sicuramente il più accorato dei ventisette che si sono susseguiti nella “maratona” organizzata giovedì alla Sala della Regina della Camera da Luca Squeri sul tema dell’Ets (Emissions trading system), il meccanismo creato dall’Unione europea nei primi anni Duemila per ridurre le emissioni delle grandi industrie e della produzione di elettricità da carbone, gas e prodotti petroliferi. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e counselor per Energia e Piano Mattei del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, ha usato tutte le sue affilate doti retoriche per denunciare gli effetti sull’industria delle politiche europee sul clima. Un’industria “sotto attacco”, che fa “una chiamata alle armi” perché rischia di essere “spazzata via”. L’Italia, ha detto, deve trovare una propria via.L’intervento ha toccato diversi punti critici delle politiche europee sul clima (e non solo): dalla partecipazione della finanza al mercato delle quote di emissione al balzello sull’energia elettrica provocato dall’applicazione dell’Ets all generazione termoelettrica a gas; dal prelievo dello Stato italiano sui proventi delle aste (a beneficio del debito pubblico) alla concorrenza dell’industria cinese.“Se continuiamo col mainstream non ne usciamo”, ha esordito. “Parlo da industriale e parlo come presidente dei siderurgici più decarbonizzati del mondo, quindi ho titolo per fare un intervento duro su queste questioni, perché nessuno può tacciare gli imprenditori siderurgici italiani di negazionismo, di non partecipazione alle alle pratiche di decarbonizzazione. Il problema che abbiamo di fronte per i prossimi anni è che ci dobbiamo rendere conto che l’industria europea è sotto un attacco fortissimo. Il tema che avremo di fronte nei prossimi 5 anni è salvare l’industria europea dalla concorrenza cinese senza contenimento finora, che con l’alto livello tecnologico che ormai esprime, e i prezzi bassissimi, rischia di spazzare via l’industria europea. I ragionamenti che facciamo oggi – ha proseguito – li dobbiamo collocare in un quadro emergenziale, non in un quadro ordinario, di lussi ordinari, di un continente che è responsabile per meno del 7% delle emissioni mondiali, in cui l’industria è responsabile per meno della metà di questo 7%, che anche ipotizzando con un colpo di bacchetta magica di chiudere tutta l’industria europea, con le conseguenze economiche e sociali facilmente immaginabili, non cambierebbe niente a livello mondiale dal punto di vista delle emissioni, perché le missioni crescono del 2,5% all’anno, perché Cina, Stati Uniti, India crescono a questi livelli.E quando parte l’Africa… allora, questo è il quadro nel quale dobbiamo collocare questa riflessione sull’Ets.I proventi delle aste dei permessi di emissione, ha proseguito Gozzi, “oscillano intorno ai tre miliardi l’anno”. In Italia “c’è una legge antieuropea di Tremonti del 2010, che però rispettiamo tutti per patriottismo finanziario, ringraziando il ministro Giorgetti per quello che fa nel risanamento dei conti pubblici, che dice che metà dei proventi d’asta vanno a ridurre il debito pubblico. Benissimo. Ne resta un miliardo e mezzo. Dopo battaglie campali siamo arrivati ad avere 600 milioni. Fino all’anno scorso erano 150 milioni. Questi 600 milioni valgono 15 euro” sul prezzo del MWh elettrico. “Il break even per compensare l’eliminazione del costo dell’Ets è un miliardo e due. Se ci date un miliardo e due all’anno, noi siamo perfettamente neutrali. Altrimenti a noi conviene eliminare l’Ets dal turbogas”. Gozzi ha quindi criticato il rapporto sul mercato della CO2 uscito proprio mercoledì scorso, che dava una valutazione estremamente positiva dell’Ets, definito un mercato efficiente ed efficace che ha raggiunto gli obiettivi prefissati di riduzione delle emissioni. “Questi soloni europei dicono che tutto va bene senza analisi costi benefici, perché per 20 anni sul sistema Ets non si è avuto il coraggio di fare una analisi costi benefici. Dati europei: gli hard to abate dal 2019 alla fine del 2025 hanno perso 1.200.000 posti di lavoro in Europa. Va tutto bene? Le perdite di fatturato, di produzione, di occupazione degli agricoltori si riflettono a cascata in tutte le filiere che ci stanno sopra. Ci si stupisce che gli operai della Volkswagen votino Afd? E che devono fare se nessuno si occupa di gestire la transizione e gli effetti sociali di questa transizione? Non siamo neanche riusciti, in questi anni, a eliminare gli intermediari finanziari dal mercato dell’Ets”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Recentemente, l’Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (Acer), ha pubblicato un rapporto di ricognizione dei meccanismi adottati nella UE27 a garanzia della sicurezza del sistema elettrico (v. Staffetta 20/11). Uno dei temi a cui il documento presta più attenzione è quello di un maggiore coordinamento tra meccanismi di sostegno alla flessibilità e all’adeguatezza del sistema elettrico. Secondo Acer, uno degli aspetti essenziali nell’integrazione dei due schemi starebbe in una attenta valutazione del contributo che le batterie possono offrire all’adeguatezza del sistema. A tal fine, rileva l’Agenzia, diverrebbe cruciale la definizione di un congruo fattore di de-rating di questi asset nell’ambito dei mercati della capacità. A tale proposito, il rapporto osserva che batterie con durata pari a 2-4 ore non sarebbero idonee a fornire un contributo soddisfacente all’adeguatezza del sistema elettrico. Un eventuale miglioramento nel breve termine nella durata delle Bess è da ritenersi improbabile, secondo Acer, e avverrebbe, eventualmente, al prezzo di maggiori costi di investimento iniziali e, quindi, di maggiori oneri trasferiti sui clienti finali dai meccanismi di flessibilità e adeguatezza. ▪️L’Unione europea sta preparando una stretta sugli investimenti cinesi con un pacchetto di norme “senza precedenti (…) un approccio che a breve avrà conseguenze anche in Italia, e potrebbe colpire gli investimenti di Pechino nella rete energetica italiana”. E’ quanto scrive il quotidiano La Stampa che oggi apre in prima pagina con il titolo “Caso Cina-Cdp, stop dell’Ue” nel quale il giornale si interroga su cosa ne sarà della presenza in Italia di State Grid of China, azionista al 35 per cento di Cdp Reti, la holding di controllo di Terna, Snam e Italgas. E’ la seconda volta in poche settimane che il nodo della presenza cinese in Cdp Reti viene in superficie. Di recente Snam ha rinunciato alla prevista acquisizione di una quota della tedesca Open Grid per il ritardare del via libera delle autorità della Germania, ritardo che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe stato causato proprio dalla presenza nel capitale di Snam di State Grid, che esprime anche un consigliere di amministrazione (v. Staffetta 14/11).Tornando all’articolo della Stampa, le norme, si legge, arriveranno nei primi mesi del 2026 “per rafforzare i controlli sulle acquisizioni già introdotti nel 2019, una sorta di grande Golden power europea: gli investimenti stranieri saranno autorizzati se creeranno lavoro e dimostreranno di poter rafforzare le catene del valore europee”.Secondo il quotidiano su Cdp “a Palazzo Chigi e al Tesoro stanno valutando il da farsi, anche se liberarsi di un azionista scomodo ma corretto – lo sono da undici anni – non è semplice”. “Non si può esercitare una generica Golden power, soprattutto se il destinatario è un’azienda con un solo consigliere di amministrazione in ciascuna delle tre società, seppure con un sostanziale diritto di veto sulle operazioni straordinarie, vista l’entità della quota a disposizione”, scrive il quotidiano. “L’unica soluzione passa dalla scadenza fra meno di un anno del patto triennale fra i due governi”, spiega una fonte governativa alla Stampa. “Non è ancora chiaro – dice l’articolo – se questo significherà un divorzio, o la firma di un nuovo patto a condizioni diverse. Di certo siamo a un capolinea della storia: l’anno scorso gli investimenti cinesi in Italia sono crollati a 32 milioni di euro, un quinto di quanto accadeva nel 2022”. ▪️L’amministrazione Usa, con una deroga al regime di sanzioni a Lukoil definito in ottobre, ha autorizzato fino al 29 aprile ad effettuare transazioni con le stazioni di servizio della compagnia al di fuori della Russia ▪️Mentre appare sempre più probabile che l’appuntamento europeo del 10 dicembre – giorno in cui la Commissione dovrebbe presentare il nuovo pacchetto automotive, incluse novità sul regolamento sulle emissioni e lo stop alla vendita di auto termiche dal 2035 – verrà rimandato, negli Usa il presidente Trump ha incontrato i ceo delle Big Three di Detroit (Ford, GM e Stellantis) e ha annunciato un passo indietro sulle politiche ambientali decise da Biden.In una nota della Casa Bianca, è arrivato infatti l’annuncio che il presidente ha deciso di riportare gli standard Cafe “a livelli che possono effettivamente essere soddisfatti con veicoli convenzionali a benzina e diesel”. “Gli standard dell’amministrazione Biden hanno imposto obiettivi irrealistici di risparmio di carburante che hanno di fatto forzato l’adozione dei veicoli elettrici”, ha affermato la Casa Bianca, osservando che senza questo intervento il prezzo medio di un’auto nuova aumenterebbe di quasi 1.000 dollari. Secondo le stime diffuse, la revisione consentirebbe alle famiglie statunitensi di risparmiare 109 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.Il percorso europeo di revisione degli standard potrebbe invece richiedere più tempo di quanto auspicato dal settore automotive. La netta presa di posizione della Germania della scorsa settimana sembra infatti aver in qualche modo sorpreso la Commissione europea.Sempre attraverso il Commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, Bruxelles si è affrettata ad avvertire che potrebbe rinviare “di alcune settimane” l’attesa revisione delle norme sulle emissioni delle nuove auto, rassicurando però che sarà “aperto a tutte le tecnologie”, compresi i biocarburanti sostenuti dall’Italia.“Ci stiamo ancora lavorando. Vogliamo presentare un pacchetto automobilistico che sia veramente completo e includa tutti gli aspetti necessari”, ha spiegato il commissario. Secondo Tzitzikostas c’è la possibilità che le misure non saranno pronte prima dell’inizio di gennaio. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Estra entra nel settore eolico tramite l’acquisizione del 100% di Eolica PM S.r.l. da Alerion Clean Power. Oggetto della cessione è il parco eolico da 51,75 MW realizzato nel 2019 dalla controllata di Fri-El nei comuni di Morcone e Pontelandolfo, in provincia di Benevento (v. Staffetta 11/01/19). L’impianto è composto da 15 turbine Vestas V117 e ha registrato, nel periodo 2020-2024, una produzione media annua di circa 136 GWh. Beneficia dello schema incentivante ex DM Fer, con tariffa minima garantita di 66 €/MWh fino al 2039. L’operazione prevede un Enterprise Value di 155,9 milioni di euro e un corrispettivo pari a circa 134 milioni di euro, corrisposto integralmente per cassa al closing. ▪️Mercato auto, Italia. Mercato praticamente fermo a novembre. Secondo i dati pubblicati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella serata di ieri, a novembre sono state immatricolate 124.222 autovetture a fronte delle 124.267 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente, pari ad una diminuzione dello 0,04%. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
