| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Gli esiti dell’asta 2025 del capacity market elettrico non sono più sospesi. Il Tar Lazio con ordinanza pubblicata questa mattina, accogliendo in sede collegiale un rilievo di Terna e dalle aziende assegnatarie di capacità, si è dichiarato non competente sulla questione, passando le carte al Tar Lombardia. ▪️Le imprese della distribuzione elettrica in Italia, si legge in una nota, hanno garantito “capacità ed efficacia di investimento, qualità del servizio, innovazione ed economicità per gli utenti finali”; per questo “è auspicabile” che l’evoluzione futura “preservi e valorizzi, in una prospettiva di lungo termine, gli importanti benefici garantiti finora da un sistema normativo-regolatorio”. In altre parole, è necessario che l’evoluzione del sistema normativo-regolatorio “non costituisca, nella seconda metà del decennio in corso, un freno agli investimenti di cui l’evoluzione della rete necessita”. È la conclusione cui giunge lo studio “Il ruolo della distribuzione elettrica per una transizione energetica sicura”, realizzato da The european house Ambrosetti (Teha) in collaborazione con Enel, anticipato nel fine settimana nell’ambito della 50° edizione del Forum Ambrosetti. ▪️Martedì alle 13 la commissione Ambiente del Senato esamina il TU Rinnovabili. Il relatore è Claudio Fazzone di Fdi. La commissione discute inoltre una proposta di indagine sull’autoconsumo e gli accumuli. Alle 13:30 la commissione parlamentare Ecomafie ascolta il procuratore di Salerno Giuseppe Borrelli sui traffici internazionali di rifiuti, e alle 14:30 la procuratrice di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone sullo smaltimento dei rifiuti in Campania. Alle 14:30 la commissione parlamentare sugli svantaggi dell’insularità ascolta la presidente della Sardegna Todde. Alle 16 la commissione Trasporti della Camera svolge le interrogazioni su questioni di competenza Mit.Mercoledì alle 11 le commissioni Bilancio e Finanze del Senato riprendono l’esame del DL Omnibus. La commissione parlamentare Ecomafie ascolta alle 13:30 il procuratore di Vicenza Lino Giorgio Bruno, e alle 14:30 il DG dell’Arpa Veneto Loris Tomiato sulla diffusione delle Pfas. alle 14 la commissione Ambiente della Camera svolge le interrogazioni su questioni di competenza Mase. Alle 15 l’assemblea della Camera svolge il question time.Venerdì alle 9:30 l’assemblea della Camera svolge le interpellanze urgenti. Alle 12 in commissioni Bilancio e Finanze del Senato scade il termine per la presentazione degli emendamenti al DL Omnibus. ▪️Italia Solare si è dotata di un Comitato tecnico scientifico (Cts), un gruppo di nove professori universitari esperti di temi energetici. Il Cts, si legge in una nota, include competenze complementari e utili a fornire una visione completa delle tematiche legate alla transizione energetica, considerando aspetti tecnologici, regolatori, ambientali, economici e sociali. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️il testo dell’atteso report curato da Mario Draghi per le istituzioni europee sulla competitività, “The future of European competitiveness”. Il rapporto è diviso in una Parte A, intitolata “A competitiveness strategy for Europe” recante la sintesi dei risultati, e da una Parte B, “In-depth analysis and recommendations” con il rapporto completo. Nel documento, l’incremento dei prezzi energetici è indicato come uno dei tre fattori critici per il Vecchio Continente, insieme alla crisi del commercio internazionale e l’accresciuta instabilità geopolitica. Due gli obiettivi chiave in tema di energia indicati nel rapporto: abbassare i costi, anticipando i benefici della decarbonizzazione e trasferendoli a tutti i consumatori, e accelerare la decarbonizzazione utilizzando “tutte le tecnologie con un approccio tecnologicamente neutrale”, dalle rinnovabili, al nucleare, all’idrogeno alle batterie al demanda response, allo sviluppo infrastrutturale fino alle tecnologie per l’efficienza energetica e la Ccus. Target su cui il rapporto indica poi come criteri trasversali una massimizzazione dell’utilizzo delle risorse endogene a basso costo, un miglioramento e una diversificazione degli approvvigionamenti, strutture di prezzo più aderenti ai costi, una tassazione armonizzata e un approccio specifico a tutela dei settori industriali esposti alla competizione internazionale.Gas ed elettricità. Nel gas il rapporto propone di stabilire partnership con controparti affidabili, valorizzare la produzione interna, rafforzare i contratti di lungo termine, allontanarsi progressivamente dai modelli centrati sul mercato spot andando verso contratti basati su “costi di produzione più mark up”. A questo proposito un box del rapporto mette in evidenza ad esempio come le grandi oil & gas company e i colossi del trading abbiano realizzato e realizzino tutt’ora gran parte del margine sulle importazioni di Gnl Usa, che all’origine sono prezzate al più conveniente mercato americano ma all’arrivo in Europa sono valorizzate al Ttf olandese, con i maggiori profitti per gli intermediari. Il report suggerisce ancora di rafforzare gli acquisti congiunti e, selettivamente, lo sviluppo di infrastrutture per l’import per gli scambi transfrontalieri, nonché di coordinare gli stoccaggi e facilitare l’utilizzo anche di quelli ucraini utilizzando garanzie pubbliche. Non ultimo, lo studio suggerisce di limitare le opportunità di comportamenti speculativi, ad esempio mettendo limiti alle posizione finanziarie, prevedendo obblighi di scambiare nell’UE e cap dinamici. Il report raccomanda anche di convertire a idrogeno l’industria quanto i costi lo consentono, utilizzando i ricavi delle aste Ets per supportare l’avvio della produzione di H2, di fare leva sul prezzo benchmark del Gnl pubblicato da Acer per favorire meccanismi di pricing più aderenti ai costi, e di sviluppare strumenti di comparazione di prezzi dell’energia all’industria per aumentare la trasparenza e la concorrenza. Lato elettricità le raccomandazioni si concentrano su una semplificazione delle autorizzazioni per rinnovabili, risorse di flessibilità e reti, migliorando la legislazione e fornendo adeguate risorse alle amministrazioni, nonché su una promozione del necessario sviluppo delle reti, con una strategia coordinata a livello UE, prevedendo un “coordinatore europeo permanente” sui permessi, rinforzando il budget UE sulle interconnessioni, distribuendo adeguatamente i costi e mettendo a punto modelli di finanziamento che non pesino immediatamente sui prezzi (es garanzie pubbliche, prodotti Bei, soluzioni equity o quasi-equity). Il rapporto suggerisce poi di disaccoppiare la remunerazione delle Fer dal prezzo del gas utilizzando Ppa e Cfd (ma mantenendo il prezzo marginale come segnale di breve termine) e prevedendo tassazione sulle rendite inframarginali in casi di emergenza; di sostenere la diffusione di Ppa per consumatori industriali con garanzie Bei, favorendo in generale l’offerta di garanzie da vari soggetti, introducendo piattaforme e meccanismi di lungo termine per l’incontro tra domanda e offerta e per l’aggregazione del consumo industriale, e prevedendo una standardizzazione non più solo volontaria dei Ppa. Lo studio raccomanda ancora di incoraggiare l’autoconsumo tra gli energivori, attuando le direttive Red e il regolamento mercato elettrico e prevedendo accordi di connessione flessibili, che ne consentano lo sviluppo anche quando la capacità di rete sarebbe insufficiente a offrire backup. Ancora, il rapporto chiede di rafforzare l’integrazione del sistema, lo storage e la flessibilità della domanda, con rinnovabili, batterie, accumuli, idrogeno etc che andranno pianificati in modo integrato, di sostenere le Fer con procedure di asta, di prevedere remunerazioni standard per il demand response industriale e accelerare sull’autorizzazione di meccanismi di capacità e altri meccanismi analoghi per la flessibilità, che devono diventare componenti strutturali del mercato. Infine il suggerimento è di mantenere la capacità nucleare esistente e di accelerare sullo sviluppo del “nuovo nucleare” (Smr e Amr) senza dimenticare le catene di fornitura domestiche, supportando la R&S anche attraverso la Bei, e di promuovere la Ccus, come una delle tecnologie necessarie alla transizione, finanziandone lo sviluppo con i proventi dell’Ets. Lo studio propone anche quattro indicazioni trasversali ai settori elettrico e gas: ridurre la tassazione sull’energia e allinearla a livello UE (es con un tetto massimo a tasse ed oneri), utilizzare strategicamente questo strumento per ridurre i costi energetici, armonizzare gli interventi per contenere i prezzi per non distorcere il mercato unico, anche prevedendo apposite linee guida della Commissione, favorire l’innovazione. Lato governance, l’indicazione infine è prevedere una supervisione regolatoria centralizzata sui processi e le decisioni con impatti transfrontalieri e assegnare i compiti regolatori alle apposite autorità di regolazione, anziché a soggetti privati (lo studio cita il caso di Entso-E).Tecnologie verdi. Nel “piano Draghi”, la transizione energetica è il capitolo di spesa che assorbe la maggior parte degli investimenti, stimati in 750-800 miliardi di euro l’anno, per rilanciare l’economia europea. L’energia, che include le tecnologie verdi, vale 300 miliardi di investimenti l’anno, a cui si somma la voce trasporti, che include le infrastrutture di ricarica, per altri 150 miliardi di euro l’anno. Il capitolo 5 del rapporto tratta le tecnologie verdi. Nello scenario Aie Net Zero, al 2030 la domanda globale di tecnologie nell’eolico, nelle pompe di calore e negli elettrolizzatori supererà l’offerta globale. Affinché l’Europa possa mantenere le quote di domanda attualmente coperte dall’offerta domestica, sono richiesti 52 miliardi di euro di investimenti l’anno nella manifattura rinnovabile. Gli investimenti richiesti per conformarsi agli obiettivi 2030 previsti dal Net Zero Industry Act salgono a 92 miliardi l’anno, mentre se l’Europa volesse coprire il 100% della propria domanda con l’offerta domestica dovrebbe spendere 119 miliardi l’anno. Altri 23 miliardi l’anno sarebbero richiesti nel periodo 2031-2040. La mancanza di competitività dell’UE nel settore delle tecnologie verdi, che si va aggravando con l’aumento delle importazioni soprattutto dalla Cina, è dovuta a costi operativi – e quindi dell’energia, delle materie prime e del lavoro – più alti, alla forte dipendenza sul fronte dei minerali critici, alla mancanza di programmi di incentivi come l’Ira statunitense, alla facilità di accesso del mercato europeo rispetto a quello indiano o statunitense che hanno imposto dazi sulle produzioni cinesi (anche se Draghi consiglia dazi “mirati”, da valutare “caso per caso”, sulle tecnologie verdi), alla frammentazione di regole e incentivi e alla lentezza autorizzativa delle nuove fabbriche, nonché alla mancanza di personale qualificato. Le proposte del rapporto Draghi riprendono ed espandono quelle avanzate dalla Commissione UE nel Net Zero Industry Act. In particolare, l’Europa deve assicurarsi un’autonomia sul fronte dell’offerta, diversificare le catene di approvvigionamento e legare ricerca e produzione per evitare di “diventare il laboratorio del mondo” sulla transizione. In particolare, l’ex capo della Bce chiede di introdurre nelle gare pubbliche e nei contratti per differenza una quota minima di tecnologie verdi made in EU, e di accentrare nella Commissione europea il potere di concedere gli aiuti di Stato, semplificando gli incentivi UE, reinvestendo nella manifattura rinnovabile i proventi dell’Ets, creando un sistema di garanzie pubbliche garantito dalla Bei e ampliando l’utilizzo degli Ipcei.Strettamente intrecciato al capitolo 5 sulle tecnologie verdi è il capitolo 2 del rapporto Draghi, che riguarda i materiali primi critici per la transizione ecologica e digitale. Dopo aver ricordato i dati sulla dipendenza europea dall’offerta di minerali critici estratti e raffinati prevalentemente in Cina, Draghi deplora la mancanza di una strategia comune, e illustra poi alcuni esempi virtuosi – come il Giappone – di Paesi che, nonostante la mancanza di minerali critici sul loro territorio, hanno creato una rete di alleanze con Paesi diversi per la fornitura delle materie prime critiche di cui hanno bisogno. L’Europa, scrive l’ex presidente del Consiglio, ha un grande potenziale sia per quanto riguarda l’estrazione che il riciclo di questi minerali. L’UE deve però attuare rapidamente le proposte contenute nel regolamento europeo Critical Raw Materials Act, creando inoltre una piattaforma per gli acquisti comuni, soluzioni per finanziare i progetti europei e l’integrazione dell’industria, e un mercato unico delle materie prime critiche da riciclo. Draghi stigmatizza il mancato intervento pubblico nel settore dei minerali critici, frammentato e dominato da operatori privati. Auto. Neutralità tecnologica, analisi delle emissioni sul ciclo di vita dell’auto, più attenzione all’impatto della normativa. Sono, in estrema sintesi, le proposte più significative sul settore auto.L’industria europea dell’auto sta perdendo competitività, pur essendo l’Unione ancora un esportatore netto di veicoli; i costi di produzione sono di circa il 30% più alti in Europa che in Cina, a partire da energia e costo del lavoro; la Cina è una generazione avanti in termini tecnologici in tutti i comparti. Tra i molteplici fattori che hanno fatto perdere competitività al settore auto, una legislazione molto severa sulle emissioni cui la filiera si sta adattando lentamente, normative che si sono accavallate nell’ultimo decennio non sempre in modo coerente, inadeguata valutazione dell’impatto con il contributo dei soggetti interessati. Tra l’altro, si legge nell’analisi la legislazione non è riuscita a ridurre le emissioni dei trasporti, che sono aumentate del 20% tra il 1990 e il 2019, per via dell’aumento della auto in circolazione e della loro taglia. In più, nel settore auto non sempre è stato applicato il principio della neutralità tecnologica, principio guida della legislazione UE, a partire dall’obiettivo delle zero emissioni allo scarico entro il 2035 che “porterà di fatto a una eliminazione delle immatricolazioni di auto con motore a combustione”. Una “spinta alle auto elettriche” in termini di penetrazione sul mercato che “non è stata accompagnata da analoga spinta alla conversione della filiera”, con la EU Battery Alliance lanciata nel 2017, mentre la Cina è partita nel 2012. A frenare al diffusione delle Bev anche il costo: l’auto elettrica più economica in Europa costa il 92% in più dell’analoga Ice, mentre in Cina l’8% in meno. Altri ostacoli sono il minore valore residuo e i maggiori premi assicurativi, per via di danni mediamente più costosi e costi di riparazione o sostituzione della batteria. “Il rischio – conclude l’analisi – è perdere in cinque anni più del 10% della produzione locale”.Queste le 10 proposte formulate: garantire costi di trasformazione competitivi, a partire dall’energia e dall’automazione; sviluppare un piano d’azione industriale UE, con maggiore coordinamento verticale e orizzontale nella catena del valore; garantire coerenza e prevedibilità normativa e tempistiche e consultazioni adeguate per le regole future, adottando un approccio neutrale dal punto di vista tecnologico nella revisione del pacchetto Fit for 55; incoraggiare la standardizzazione; istituire delle “Net-Zero Acceleration Valley” per l’ecosistema auto; sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e rifornimento; garantire l’attuazione di una politica digitale coerente per il settore automobilistico; sostenere progetti europei comuni nei settori più innovativi, di veicoli elettrici a prezzi accessibili, alla guida autonoma; colmare le lacune di competenze e affrontare le esigenze di riqualificazione; stabilire condizioni eque al livello globale e migliorare l’accesso ai mercato. (Staffetta) ▪️Il 25 settembre, in un evento sull’auto organizzato dalla presidenza di turno ungherese, e poi il 26 settembre, in occasione del consiglio UE Competitività, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, presenterà ufficialmente ai colleghi europei una proposta per anticipare già nel 2025 la revisione del regolamento europeo sulle emissioni auto che vieta la vendita di auto a combustione interna a partire dal 2035. Secondo il regolamento, che è uno dei più contestati del pacchetto Fit for 55, nel 2026 la Commissione europea avrebbe dovuto valutare se escludere dal divieto di vendita al 2035 le auto alimentate a carburanti sintetici. Urso – ha spiegato ieri al Forum Ambrosetti organizzato a Cernobbio – vorrebbe anticipare questa decisione per evitare ulteriori incertezze nel settore auto europeo, già in crisi come dimostra l’annuncio di Volkswagen di voler chiudere uno stabilimento in Germania. ▪️La presidente della Commissione Ursula von der Leyen discuterà mercoledì con la Conferenza dei presidenti del Parlamento, ovvero la presidente Roberta Metsola e i leader dei gruppi politici, la struttura e i portafogli proposti per il Collegio dei Commissari. Questo incontro aprirà la strada al processo di valutazione, comprese le audizioni di conferma, una volta che il Parlamento avrà ricevuto tutta la documentazione necessaria. I dibattiti sulle prossime nomine continuano. Sembra che le discussioni sulle vicepresidenze siano particolarmente calde. Il commissario scelto dall’Italia (Raffaele Fitto) potrebbe avere un portafoglio focalizzato su economia e sul Recovery Fund, ma le sicurezze sono poche. Si tratta per lo più di speculazioni, ma i giornali specializzati sull’Europa continuano a sentire figure di spicco che condividono indiscrezioni. Secondo Euractiv, la Polonia si potrebbe aggiudicare il portafoglio Bilancio.Sempre mercoledì la Conferenza dei presidenti definirà l’ordine del giorno della Plenaria, in programma la settimana prossima (16-19 settembre). La Plenaria probabilmente si focalizzerà sulla politica estera e sul semestre di presidenza del Consiglio ungherese (Link) e (Link).Possibile, giovedì, un incontro della commissione europarlamentare Industria (ITRE). Non è ancora però chiaro l’ordine del giorno (Link).Il Consiglio intanto procede con una serie di incontri in Ungheria, per lo più informali (a parte l’Eurogruppo) (Link).Mercoledì l’incontro del presidente del Consiglio uscente Charles Michel con l’alto rappresentante alla Politica estera uscente Josep Borrell (Link). Domani il primo tavolo di lavoro (working party) sull’Energia sulla direttiva REDe sui minerali critici (Link).A Bruxelles intanto Coreper I mercoledì (Link) e venerdì (Link); Coreper IIsempre mercoledì (Link) e venerdì (Link).Il Coreper sembra al momento la sede preferita per discussioni rilevanti sul futuro dell’Europa, come dimostrato dalla settimana passata.Per quanto riguarda il resto della Commissione da sottolineare l’incontro, oggi, di Borrell con il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi, la visita di giovedì di Borrell in Libano, la partecipazione della Commissione al G7 Lavoro a Cagliari e gli interventi del commissario al Clima Wopke Hoekstra (Link). |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Medie in caduta libera per la benzina, grazie al Cif Med che ha toccato livelli che non si registravano da dicembre 2021, prima della guerra. Tra alti e bassi i gasoli autotrazione e agricolo sono rimasti invariati, mentre il risca ha evidenziato un ribasso più sostanzioso nelle macroaree Nord e Sud. Il dato emerge dalle quotazioni medie dei prezzi Sivad’acquisto – calcolate dalla Staffetta ▪️I paesi OpecPlus, che avevano precedentemente annunciato ulteriori tagli volontari ad aprile e novembre 2023, Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, hanno tenuto un incontro virtuale il 5 settembre 2024, durante il quale gli otto paesi membri hanno sottolineato la loro determinazione collettiva a garantire la piena conformità agli adeguamenti volontari della produzione. Il gruppo include Iraq e Kazakistan, che hanno prodotto in eccesso da gennaio 2024, ma hanno ribadito con forza il loro impegno nei confronti dell’accordo e dei loro programmi di compensazione presentati al Segretariato Opec come concordato durante la 53a riunione del Jmmc del 3 aprile 2024. ▪️Nel corso di un incontro con le rappresentanze sindacali tenutosi oggi la direzione aziendale di Aast, Arvedi Acciai Speciali Terni, ha comunicato il fermo di uno dei due forni elettrici dell’acciaieria per una settimana a fine settembre. La decisione – si legge in una nota riportata dall’Ansa – è stata presa “a causa del perdurare degli alti costi energetici che non consentono all’azienda di essere competitiva nei confronti delle crescenti importazioni dall’Asia a prezzi stracciati. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, AGEEI
